Monumento ai caduti – Via Airasca-

Nel mese di marzo 1984 gli Alpini di Volvera lavorarono sul progetto di realizzare un monumento dedicato all’Alpino proponendo, in una lettera indirizzata al Sindaco, di sistemarlo “sull’area di proprietà dell’Asilo Infantile Ponsati posta all’angolo della via Ponsati con via Roma, previo spostamento della recinzione…”. Il 18 ottobre 1984 il consiglio comunale discute su un possibile “nulla osta” alla richiesta del Gruppo ANA di Volvera. Il consigliere Beltramino Attilio, esprimendo un “parere positivo sull’erezione del monumento”, propone che il “monumento erigendo anziché all’Alpino, sia dedicato ai caduti di tutte le guerre perché sia monito perenne alle presenti e future generazioni verso il mantenimento della pace, vero bene per tutti, suggerendo che il Monumento ai Caduti da lui auspicato sorga a cura di tutte le associazioni d’arma e gruppi combattentistici locali in unità di intenti e sponsorizzati dall’Amministrazione civica”. In seguito al deliberato “nulla osta” municipale il Gruppo Alpini, affidando l’incarico di progettazione all’arch. Liliana Canavesio, inizia a prendere visione delle diverse soluzioni e a valutare alcuni bozzetti: gli scarponi degli alpini, alpini con lo zaino o in scalata, ecc.

Il 4 febbraio 1985 il Gruppo presentò il progetto definitivo del monumento che sarà poi realizzato, quasi a tempo di record, in un’area pubblica in Via Airasca. La struttura portante di tutto il monumento è composta da un traliccio in acciaio a chi è saldata una griglia in bronzo, che fa da sfondo a due composizioni di figure. La prima simboleggia un Alpino chino su un caduto: figura che ricorda il passato e le atrocità della guerra. La seconda composizione è invece una scena di un Alpino che aiuta una persona in difficoltà: rappresenta quindi i compiti che attualmente e in futuro questo corpo militare svolgerà nei tempi di pace. La scelta del bronzo sia nella griglia che nelle figure piene è stata fatta appositamente per la storicità che riveste questo materiale. La griglia, volutamente irregolare, ricorda i reticolati, le trincee e il tormento della guerra. (…)”. Nel corso del mese di marzo gli Alpini, dopo aver partecipato alla sepoltura di Pilotto Aldo: alfiere del Gruppo fin dalla sua ricostruzione, lavorarono intensamente per preparare la festa per il 50° di fondazione e l’inaugurazione del monumento, fissata per domenica 14 aprile. L’evento fu anche riportato nei giornali, che evidenziarono la grande affluenza sia civile che militare. Tra i partecipanti rivordiamo il signore Carignano che ha ricordato la straordinaria e unica presenza femminile nelle truppe partigiane, ovvero quella della signorina Renata Novarese.

L’Associazione Nazionale Alpini, gruppo di Volvera, in unione con altre associazioni, sostenne per la realizzazione e posa del monumento la spesa di lire 12.600.000. Proprio per ottenere una partecipazione del Comune a tale spesa, con lettera sottoscritta dal sig. Carignano Mario, Presidente del Gruppo locale Associazione Nazionale Alpini, l’Associazione “chiede che l’Amministrazione comunale concorra, nella misura che riterrà equa, nella pre indicata spesa”. Il 12 settembre 1985 il Consiglio Comunale di Volvera delibera “di concorrere nella spesa di 12.600.000 lire (…) erogando all’Associazione stessa, nella pesona del suo Presidente Sig. Carignano Mario (…) il contributo finanziario di lire 5.000.000 (cinquemilioni)”.

La costruzione del monumento introdusse una nuova modifica al “modello” organizzativo del raduno annuale diventando il punto centrale delle celebrazioni ufficiali con l’alzabandiera, gli onori ai caduti e i discorsi di circostanza.